Come rimettere a nuovo gli infissi in legno

Gli infissi in legno rendono la tua casa più calda e accogliente, però esigono una buona manutenzione. Scopri come prendertene cura, passo dopo passo.


Le finestre in legno possono trasformare il look degli ambienti, sposandosi perfettamente con l’arredamento. Tuttavia con il trascorrere del tempo, il sole e in generale le intemperie, rischiano di rovinarsi. Il legno è un materiale “vivo” che garantisce solidità, ma richiede interventi specifici per preservarne la durata.

Come fare? È costoso ristrutturare gli infissi in legno o conviene acquistarne di nuovi, magari in materiali che non necessitino di una grande manutenzione tipo il pvc o l’alluminio? La risposta non è semplice. Dipende da molti fattori, come il gusto personale o il desiderio di dare un volto differente alla tua casa.

La mia amica Sara, ad esempio, ha acquistato la villetta dei suoi sogni consapevole di dover effettuare numerosi lavori, trattandosi di un immobile un po’ datato. Tra le varie cose, proprio le finestre – con doppio vetro e rigorosamente in legno – avevano bisogno di essere rinnovate. Internamente erano perfette, fatta eccezione per qualche graffio, ma esternamente quelle più esposte al sole e alla pioggia avevano perso la vernice protettiva. Su un paio di infissi c’erano inoltre due grandi buchi, frutto di urti precedenti.

Purtroppo, essendo un procedimento lungo e certosino, far sistemare quelle finestre da un professionista le sarebbe costato troppo. Sara però non si è persa d’animo e ha optato per il fai-da-te. Dopo essersi armata di spirito di iniziativa e aver visto molti tutorial sul web, è riuscita a rimettere a nuovo i vecchi infissi in legno.

Ecco come si è mossa, passo dopo passo.

  1. Dal momento che esistono mille tipi di stucco, vernici e pennelli, non sapendo quali fossero quelli veramente giusti ha fotografato i danni più rilevanti agli infissi. Ha quindi smontato un’anta e si è recata in un centro di bricolage per capire quali prodotti comprare.
  2. Il rivenditore le ha consigliato la tipologia di stucco (ad acqua in pasta, facile da applicare), di carta vetrata (a grana fine), il pennello idoneo (no alla spugnetta rotante che non avrebbe dato il giusto effetto) e il colore della vernice (protettiva dalle intemperie e che non necessita di basi o ulteriori trattamenti). Per i graffi superficiali, le ha invece suggerito dei pennarelli specifici per il legno.
  3. Sara ha testato dei campioni di pittura su un angolino dell’anta e ha fatto la sua scelta. Attenzione: in alcuni casi può essere utile impiegare un impregnante classico e una finitura ad alta resistenza per i raggi UV e la pioggia.
  4. Ha preferito iniziare dagli infissi secondari, meno esposti alla vista, ad esempio quelli sul retro della casa. In questo modo è possibile valutare le difficoltà e i risultati, per poi eventualmente procedere con gli altri.
  5. Per prima cosa ha rimosso la vecchia vernice con l’aiuto di una spatolina. È un passaggio cruciale per dare uniformità alla pittura successiva, ma deve essere effettuato con una certa cautela. In un attimo di distrazione infatti, Sara si è ferita alla mano. Per fortuna, nel suo kit di pronto intervento c’era proprio quello che le serviva, ovvero un cerotto medicato con acido ialuronico capace di favorire la guarigione della cute. Confortevole, traspirante, impermeabile e perfettamente conformabile, la ha aiutata a risolvere il suo piccolo “Incidente” permettendole di proseguire con la ristrutturazione degli infissi.
  6. Per le parti più ostiche ha utilizzato uno sverniciatore in gel per legno, avendo cura di lavorare all’aperto con guanti, mascherina e occhiali protettivi. Questo prodotto va applicato con un pennello, lasciato asciugare per circa 20-30 minuti e poi rimosso con la spatola. Le sostanze chimiche reagiscono con la vernice sottostante favorendone il distacco.
  7. Il passaggio successivo è stato quello della carteggiatura, cioè scartavetrare bene la finestra per eliminare ogni residuo e riportare alla luce il legno grezzo. Esistono molteplici modelli di carta vetrata, più o meno “graffiante” a seconda della grana. Meglio fine, in queste situazioni, ma può variare in funzione dagli obiettivi e soprattutto dalle condizioni dell’oggetto da trattare. Si tratta di una fase molto delicata, probabilmente la più impegnativa e lunga: non vanno esercitate troppa forza o pressione, ma è comunque essenziale levigare il tutto. Terminata questa operazione, ha eliminato la polvere con un pennello pulito e un panno.
  8. Se gli infissi sono parecchio deteriorati può essere d’obbligo ripristinare i danni del legno grezzo con uno stucco apposito e, una volta essiccato, procedere con una nuova carteggiatura.
  9. A questo punto, ha passato la vernice e ha lasciato asciugare. Per dare una seconda mano ha atteso 4-5 ore, ma molto dipende dai casi e dalla temperatura dell’ambiente.
  10. Piccolo suggerimento: ogni azione, dalla carteggiatura alla pittura, va fatta nel senso della venatura del legno.

Facile? No, non proprio, ma nemmeno impossibile!