Scout o giovane marmotta? Scopri perché diventarlo

Lo scautismo è un’attività molto diffusa, ma può essere indicata per tuo figlio? Ecco alcune informazioni utili a riguardo.


Magari ti sarà capitato di leggere le avventure delle Giovani Marmotte Qui, Quo e Qua… e in qualche occasione hai desiderato di ripeterne le gesta. Anche tuo figlio vorrebbe diventare una giovane marmotta, però non sai se questa esperienza possa essere adatta a lui? Ho preparato per te una piccola guida con tanti suggerimenti che potranno esserti di aiuto.

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Chi sono le Giovani Marmotte

Lo scautismo è tra le forme di associazionismo più comuni al mondo. E’ nato in Inghilterra nel 1907 ad opera di Lord Robert Baden-Powell e da quel momento ha ispirato intere generazioni, libri, film e fumetti. Le Giovani Marmotte ne sono il prototipo: si tratta di un’immaginaria congregazione di esploratori, con un’organizzazione e finalità identiche a quelle degli scout veri. Non potrai iscrivere i tuoi figli a un gruppo di Giovani Marmotte, ma di scout sì 😊

Perché avviare tuo figlio allo scautismo

Essere uno scout significa impiegare positivamente il tempo libero, socializzare, vivere la natura, apprendere tante cose utili alla crescita. Lo stesso fondatore Baden-Powell spiegava: “È qui dunque lo scopo più importante della formazione scout: educare. Non istruire, si badi bene, ma educare; cioè spingere il ragazzo ad apprendere da sé, di sua spontanea volontà, ciò che gli serve per formarsi una propria personalità.”

Sono 4 i principi fondamentali di tale metodo educativo.

  1. Ogni scout deve imparare a fare scelte, a scoprire cosa vuole diventare, ad assumersi delle responsabilità. Per formare il carattere, diventare autonomo e riuscire ad affrontare al meglio ogni situazione.
  2. Deve conoscere il proprio corpo e sviluppare con esso un rapporto positivo, prendendosene cura, ad esempio con l’igiene e lo sport. Sono i cardini per costruirsi un fisico sano e forte.
  3. È buona cosa che acquisisca abilità manuali, per realizzare oggetti con materiali semplici: accendere un fuoco, disegnare una mappa, creare un riparo di fortuna, montare una tenda, curare una ferita, prestare soccorso a un compagno ecc.
  4. Deve trovare in sé una forte empatia verso il prossimo a cui donare tempo e aiuto. Per questo spesso gli scout sono impiegati nel servizio civile.

Ciò avviene per mezzo di escursioni nella natura, attività manuali, obiettivi da intraprendere e portare a termine in team, ciascuno con il suo compito. Il tutto può racchiudersi nel motto: “Be Prepared”, ovvero “Sii preparato”. Qualunque sfida della vita può essere superata, se si è pronti a fronteggiarla. Come un temporale nel bosco: possedendo il giusto equipaggiamento o le competenze per trovare un riparo sicuro, non si verrà sopraffatti dagli eventi. Per i ragazzi di oggi, “nascosti” sotto le ali protettive dei genitori, può rappresentare uno stimolo preziosissimo per aumentare l’autostima.

Molti pensano che lo scautismo sia un’organizzazione con rigide regole e forti simbolismi, quasi da “esercito”. In realtà, il metodo educativo suggerisce che così non è: non ci sono imposizioni, ma solo stimoli a trovare la soluzione in sé. Certamente c’è una divisa, ma anche a calcio e a danza non si usano completini ad hoc? E la suddivisione in “squadre” è tipica di qualsiasi sport.

L’idea nasce probabilmente dal fatto che Baden-Powell era un militare inglese. Lo stesso fondatore tuttavia, in più occasioni, ha evidenziato come nello scautismo i ragazzi vengano incitati a pensare con la propria testa per raggiungere un traguardo, a differenza del mondo militare in cui invece occorre essenzialmente rispettare gli ordini. Senza contare che nel 1981 gli Scout hanno ottenuto dall’UNESCO il premio per l’Educazione alla Pace.

Gli scout devono andare per forza in chiesa?

Assolutamente no. Si promuove la spiritualità, non una religione specifica. Essendosi diffuso in tutto il mondo, lo scautismo ha assunto varie forme in seno ad associazioni religiose. Ma nella stessa AGESCI, l’organizzazione scout legata alla Chiesa in Italia, sono accolti bambini e ragazzi di diversa confessione. In alternativa si può optare per il CNGEI, l’associazione scout laica italiana che pure vanta numerosissimi iscritti.

A quale età ci si può iscrivere?

È possibile iscriversi agli scout a partire dagli 8 anni, e il lavoro di crescita viene fatto per fasce d’età. E no, durante le escursioni non si dorme sempre in tenda! Soprattutto i più piccoli vengono ospitati in strutture apposite, comunque immerse nella natura.

Piccoli scout in sicurezza

Gli scout adulti accompagnano i giovani esploratori, guidandoli nelle iniziative e verificando la loro sicurezza. L’iscrizione comprende inoltre un’assicurazione in caso di infortuni, ma per le ferite lievi non c’è da preoccuparsi: tra gli obiettivi c’è anche quello di imparare a disinfettare e medicare la pelle.

Oggi poi nel kit di pronto soccorso si possono avere medicazioni di facile utilizzo. Per esempio un cerotto hi tech imbibito di acido ialuronico che, grazie alla sua formulazione, facilita la guarigione della cute. Indicato in caso di abrasioni, escoriazioni, piccoli tagli, scottature e lesioni superficiali, è impermeabile, resistente all’acqua, traspirante, semplice da applicare e indolore da togliere. Basta sostituirlo ogni 48 ore e il gioco è fatto! Ben presto, il tuo piccolo scout sarà in grado di impiegarlo nel migliore dei modi, per sé o per un compagno di “brigata”.

Tutto pronto per una fantastica avventura da scout?