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L'angolo della pelle

— Abbronzatura: vantaggi e svantaggi, miti e curiosità

L’abbronzatura, o più in generale l’esposizione al sole, fa bene o fa male alla salute? E perché piace così tanto? Tra scienza e curiosità, provo a suggerirtelo io.

Ciao, sono il tuo Amico per la Pelle e oggi vorrei parlarti di abbronzatura.

Oggi l’abbronzatura è sinonimo di benessere fisico ed economico, ma non è sempre stato così. In realtà fino ai tempi delle nostre bisnonne le signorine di classe erano quelle che giravano con ombrellino e cappello a falda larga: gli accessori erano quasi un obbligo sociale per proteggere la pelle dal sole. L’incarnato scuro era infatti tipico dei ceti poveri, di chi lavorava nei campi, un po’ come i calli sulle mani.

A poco a poco le cose sono cambiate. I lavoratori dai campi sono passati nelle fabbriche e i ricchi hanno iniziato a praticare attività all’aperto nel tempo libero a disposizione. Qualche medico ha anche iniziato a studiare gli eventuali benefici del sole per la salute, a partire dalla lotta al rachitismo, attraverso la vitamina D.

Solo dopo il 1923 la tintarella è diventata un must, grazie alla mitica Coco Chanel che tornò a Parigi dopo una vacanza in barca, illuminata da una carnagione decisamente abbronzata. Che donna controcorrente, ha fatto la storia anche in questo!

Nel 1927 la prestigiosa rivista Vogue ha messo in copertina per la prima volta visi abbronzati, dichiarandoli chic. Ed è infine stato con il successo del film Cleopatra, che negli anni ’60 mostrava una meravigliosa Elizabeth Taylor dal colorito scuro, che il tabù dell’abbronzatura è definitivamente crollato lasciando spazio alla passione per il sole.

Un guaio. Perché ancora non si conoscevano gli effetti dei raggi solari sulla cute. Ma quali sono? La tintarella è in o out? Partiamo per un breve viaggio tra verità e falsi miti, vantaggi e svantaggi dell’abbronzatura!

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  1. Il sole non è pericoloso per la pelle. Falso! Le radiazioni che emette possono creare problemi. I raggi da tenere a bada sono di 2 tipi: gli UVB che riescono a penetrare gli strati superficiali della pelle e sono i principali responsabili delle scottature, e gli UVA che invece arrivano più in profondità, dando luogo ad eruzioni cutanee come l’eritema. Alla lunga entrambi possono predisporre ad un maggiore rischio di tumore della pelle.
  2. La pelle si protegge da sola. Falso! O per lo meno, lo fa solo fino a un certo punto. Quando i raggi UV colpiscono la cute si innescano delle reazioni chimiche che danno luogo alla produzione di melanina, la sostanza che dona colore scuro alla pelle e serve a proteggerla da nuovi danni del sole, ma purtroppo non corregge quelli già fatti.
  3. Il sole aiuta a combattere il disturbo affettivo stagionale. Vero! Ma attenzione a non fare confusione: è con la vista che si traggono i benefici della terapia della luce, i raggi ultravioletti e la pelle su cui incidono non c’entrano nulla.
  4. L’abbronzatura fa bene alle ossa perché stimola l’assimilazione di Vitamina D. Vero! Ma non è necessario bruciarsi per ore sotto il sole a tale scopo: d’estate bastano pochi minuti al giorno di esposizione alla luce solare per farne la giusta scorta e nessuno vieta, anche in inverno, di assorbirne i benefici con lunghe passeggiate all’aria aperta. Senza contare che la Vitamina D si può assumere anche attraverso una dieta equilibrata, che non escluda pesce, latte, uova e cereali, che ne rappresentano una discreta fonte.
  5. La tintarella fa salire l’autostima. Vero! Guardandoti allo specchio hai la sensazione di essere più snella e soda, e anche il tuo “lui” è decisamente più sexy con la carnagione che fa quasi passare in secondo piano la pancetta accumulata nell’inverno. Il problema è che la pelle ricorda, ovvero memorizza qualsiasi intensa e prolungata esposizione al sole. In breve, tra qualche anno potresti rischiare di assomigliare a una vecchia borsa di pelle raggrinzita.

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Insomma, in materia di salute e bellezza il sole è come un buon dolcetto: uno ogni tanto ti dà piacere ed energia, ma un’abbuffata quotidiana non fa bene. Ecco perché ho 3 consigli finali da darti:

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  • Usa sempre la protezione solare, che crea una barriera dai raggi nocivi. Applicala mezzora prima di esporti al sole e spalmala dappertutto, più volte al giorno. Presta particolare cura alla pelle dei tuoi bambini, che entrano ed escono dall’acqua in continuazione. Sapevi che circa il 25% delle scottature avviene nell’infanzia? E ti dirò di più: i malati di melanoma di oggi sono i bambini di ieri che hanno accumulato nel corso degli anni una serie progressiva di eritemi. Occhio!
  • Scegli il corretto SPF per il tuo fototipo, ma non riciclare i prodotti dell’anno prima: le creme solari durano in genere 12 mesi dall’apertura, e solo se ben conservate. Non temere: la protezione solare non blocca l’abbronzatura, semplicemente la rallenta, la rende più graduale evitandoti scottature, favorendo al contempo una durata maggiore: più la pelle è idratata e sana, più prolungata sarà la tintarella.
  • Non hai fatto attenzione e alla fine della giornata sei in preda ad arrossamenti, bruciore, prurito e sensazioni sgradevoli? Sappi che la moderna ricerca scientifica offre soluzioni efficaci per limitare i danni. La mia amica Cinzia, ad esempio, da quando due anni fa si è procurata un eritema sul décolleté a causa di un’errata esposizione, per tutta l’estate porta sempre con sé un kit per le scottature dall’azione riparatrice e lenitiva, adatto a tutta la famiglia. Fai come lei: controlla che tra gli ingredienti, oltre ad oli emollienti e naturali, vi siano sostanze come l’acido ialuronico capace di rigenerare la parte cutanea lesa e offrire una rapida guarigione.

E ora… buon sole e buone vacanze!

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