Antartide, un mondo da scoprire

Un viaggio in Antartide, a bordo di un rompighiaccio, è un’esperienza che insegna a rispettare l’ambiente e a scoprirne segreti che toccano il cuore.


Lo scorso inverno la mia amica Rosa ha deciso di affrontare un’avventura con la A maiuscola: un viaggio in Antartide. Ha raggiunto il Cile e si è imbarcata su una nave rompighiaccio alla volta del continente più a sud del mondo, contraddistinto da ghiacci, neve e un inaspettato ecosistema. Perché la vita si adatta anche a temperature sotto lo zero.

La mia amica dice sempre che è difficile spiegare a parole gli scenari insoliti che ha avuto davanti agli occhi e le sensazioni provate. Per lei parlano le sue foto meravigliose e il diario di bordo che ha stilato ogni sera prima di addormentarsi. E’ stata un’esperienza che consiglia a chiunque desideri passare momenti straordinari e abbia una certa dose di adattabilità. E’ il tuo caso? Ecco allora tutto quello che devi sapere.

Come organizzare un viaggio in Antartide

La prima cosa di cui essere ben consapevoli riguarda il mezzo di trasporto. Dimentica le navi da crociera con serate danzanti in abito da sera… l’avventura in Antartide va vissuta in modo informale. L’obiettivo non è rilassarsi, ma lasciarsi andare alle emozioni e scoprire paesaggi unici. Le navi a disposizione sono di diverso tipo e, talvolta, si tratta di ex navi da ricerca riadattate allo scopo. In genere però non portano più di 250 passeggeri, se fossero troppo grandi infatti avrebbero un impatto ambientale non ammissibile.

Per lo stesso motivo la IAATO (Associazione che sovrintende il turismo in Antartide) non consente lo sbarco di più di 100 persone per volta. E’ uno dei motivi per cui è da preferire una nave da crociera più piccola: si scende ogni giorno a fare escursioni e non a turno. Senza contare che le minori dimensioni permettono un maggior numero di approdi, in luoghi più particolari. Chiaramente però le imbarcazioni più imponenti hanno una maggiore stabilità e una gamma di servizi più ampia a bordo.

Da dove si parte e quanto dura una crociera in Antartide?

La durata delle crociere varia da 1 a 3 settimane in media. Si parte da Ushuaia, porto nella Terra del Fuoco in Argentina, o da Punta Arenas, in Cile. La vera ”impresa” inizia con il Passaggio di Drake: un immenso canale lungo circa 1000 chilometri, punto d’incontro tra gli oceani, caratterizzato da venti, tempeste e onde alte fino a 20 metri. La navigazione può essere molto impegnativa, ma viene ripagata dalla vista di albatros, petrelli antartici, balene, orche e delfini. Il resto del viaggio è solitamente su acque più calme.

Qual è la stagione migliore per andare in Antartide?

Dalla fine di novembre a marzo. E’ tempo di organizzarti, magari per le vacanze di Natale! In realtà non è una questione di periodo migliore o peggiore, è l’unico possibile in quanto le temperature sono più miti (tra 5°C e 0°C di giorno) e i ghiacci tendono a sciogliersi, facilitando il passaggio delle imbarcazioni. Senza contare che il sole persiste dalle 20 alle 24 ore al giorno e aiuta a riscaldare l’aria.

Ogni mese ha comunque la sua particolarità e un buon motivo per essere scelto. A novembre, ad esempio, è possibile passare vicino ad iceberg giganteschi, rispetto a quelli di dimensioni più ridotte di marzo. Fa ancora freddo, ma è possibile incontrare ciuffi d’erba tra la neve sbarcando a terra sulle isole. Sorprendente vero? In questo periodo, poi, cominciano a nascere i cuccioli di pinguino e di foca.

Tra dicembre e gennaio, quando i ghiacci si sono un po’ ritirati, il silenzio del deserto di ghiaccio è facilmente interrotto dai versi degli animali, e i piccoli pinguini cominciano a scorrazzare in lungo e largo correndo dietro ai genitori in caccia di cibo!

Febbraio è il mese perfetto per farsi accompagnare nella navigazione dalle megattere, gigantesche balene che, nonostante siano lunghe tra i 12 e i 16 metri, riescono a compiere meravigliose evoluzioni nell’acqua. Da restare a bocca aperta.

Fine febbraio e inizio marzo sono ideali per allungare il viaggio e attraversare il circolo antartico, dato che i ghiacci sono sciolti e talvolta permettono il transito delle navi.

Da marzo in poi le temperature cominciano a scendere e a diventare proibitive, con venti gelidi, forti e una notte ininterrotta.

Quali attività fare durante un viaggio in Antartide?

Dipende dal tour operator e dalle condizioni meteorologiche. Tendenzialmente ogni giorno si sbarca per fare una camminata sui ghiacci e raggiungere speciali punti di osservazione, oppure per visitare una stazione di ricerca. Spesso si sale a bordo di gommoni per navigare lentamente vicino alle coste e agli iceberg. Si può anche optare per una passeggiata in kayak, con guida ovviamente. E in alcuni casi è possibile dormire in una tenda: un campeggio in Antartide, lo avresti mai detto?

Alcuni tour operator offrono la possibilità di un’immersione nelle acque ghiacciate, chiaramente con la dovuta attrezzatura. Una cosa però va sottolineata. Tutti i programmi possono saltare all’ultimo momento a causa di avverse condizioni meteo o di un iceberg che intralcia la strada… bisogna sapersi adattare. E di sicuro non c’è il rischio di annoiarsi.

Cosa mettere in valigia per il viaggio in Antartide.

Le cabine delle navi rompighiaccio generalmente non sono grandi e non permettono bagagli ingombranti. Il consiglio è quello di vestirsi a strati, con abbigliamento caldo, impermeabile e antivento. Le sferzate di aria gelida possono infatti manifestarsi con rapidità in un qualunque momento della giornata, persino come una vera tempesta. In questo contesto, allora, proteggere la pelle del viso e delle mani è molto importante. Il freddo secco può disidratare la cute e renderla maggiormente soggetta a screpolature, arrossamenti e irritazioni.

Vediamo cosa è necessario mettere in valigia.

  • Guanti caldi e impermeabili, magari doppi. Un paio più sottile da usare come base, per proteggere le mani dal gelo mentre si usa la fotocamera, e sopra dei guantoni più pesanti da togliere e rimettere dopo aver scattato le foto o fatto un bel video.
  • Abbigliamento tecnico e calzature da montagna.
  • Cappello con paraorecchie.
  • Occhiali da sole con lenti anti-UV.
  • Crema specifica per le mani e stick per le labbra, meglio se a base di acido ialuronico. Questo principio attivo, dall’azione fortemente idratante, favorisce il ripristino della barriera cutanea ed è indicato per il trattamento delle mani e delle labbra secche, screpolate e danneggiate dagli agenti esterni, come il freddo e il vento.

Un’ultima curiosità. Dopo ogni escursione, prima di risalire a bordo, occorre ripulire bene gli stivali, onde evitare di contaminare i luoghi che si andranno a visitare nella tappa successiva. Il personale fornisce acqua e spazzole allo scopo.
Questa è un’altra delle cose che ha colpito la mia amica Rosa: l’attenzione all’ambiente, puro, incontaminato e dunque da preservare. E’ effettivamente tornata a casa con una nuova visione del mondo che, da quel momento in poi, per lei è diventato soprattutto un luogo da proteggere. L’Antartide è anche questo.