Tutorial: come affrontare la tua prima avventura in kayak

Stai programmando un break in pieno inverno? Approfitta di una vacanza al caldo per darti al kayak, impara a pagaiare e preparati a mille escursioni avventurose. Guarda qui!


Fuga al caldo in pieno inverno? Sì, ma all’insegna dell’avventura! Ok il relax, ok lo staccare la spina e allentare lo stress, ma… scommetto che per una persona dinamica e attiva come te una bella dose di adrenalina non guasti affatto! Ecco perché voglio parlarti del kayak, un’attività ecologica e sostenibile capace di regalare sensazioni uniche, anche se non l’hai mai provato prima. Ormai non c’è resort, stabilimento balneare o località di villeggiatura che non offra esperienze in kayak per tutte le tasche e per tutti i livelli, dal principiante all’esperto.

E in effetti il kayak riscuote sempre più successo perché permette di entrare in contatto con la natura, scoprendo anfratti nascosti, spiagge inaccessibili e paesaggi indimenticabili da un punto di vista privilegiato: l’acqua. Non serve molto tempo per imparare le nozioni di base; potrebbero bastare un paio di lezioni per poter pagaiare in sicurezza in un mare tranquillo (o anche in un lago dalle acque calme, mentre la canoa fluviale è più impegnativa). Risultato? Un corpo molto più tonico, soprattutto nella parte superiore spesso “dimenticata” (in particolare braccia e petto), tante emozioni e divertimento!

Mi sono innamorato del kayak sentendo i racconti di Marta e Filippo, una coppia di amici che lo scorso inverno è volata in Florida per intraprendere un’esplorazione del parco nazionale delle Everglades, lungo il percorso selvaggio del Wilderness Waterway di ben 158 km! Di notte si accampavano in tenda, mentre di giorno scendevano lungo ruscelli, fluttuavano sulle acque di placidi laghetti e attraversavano paludi di mangrovie per poter avvistare uccelli, manati, alligatori e rettili unici e liberi, all’interno di un ecosistema incredibilmente vario dove i soli suoni che sentivano erano quelli dell’acqua e della fauna selvatica che li circondava.

Ok, tu forse non avrai ancora l’esperienza e lo spirito d’avventura di Marta e Filippo, ma sono sicuro che una volta che avrai provato il kayak, e ti sarà piaciuto, non vedrai l’ora di programmare la tua prossima escursione, con la determinazione e l’entusiasmo giusti per affrontare discese e rapide che non avresti mai immaginato di fare!

Ma prima di iscriverti a un club canoistico, così da poterti allenare anche in inverno e partecipare a uscite guidate sempre più impegnative, devi imparare le regole di base e le norme di sicurezza. E qui entro in gioco io, il tuo Amico per la Pelle. Segui questo mini tutorial per affrontare la tua prima avventura in kayak in 6 semplici mosse!

  1. SCEGLI IL KAYAK ADATTO
    Molto importante è scegliere il tipo di kayak adatto al tipo di acqua da affrontare, tranquilla o rapida che sia. Se è la tua prima volta, segui i consigli dell’istruttore o del personale della località di noleggio e villeggiatura. Generalmente i kayak da mare misurano fino a 5 metri di lunghezza, mentre quelli più corti, maneggevoli e dalle estremità arrotondate vengono impiegati nelle acque dei fiumi, dove si possono incontrare rapide e cascate.
  2. VESTITI CORRETTAMENTE
    Se fa molto caldo, copriti con berretto e indumenti di cotone per non cuocerti al sole. Se fa più fresco puoi optare per tessuti tecnici che mantengano il corpo alla giusta temperatura. Ideale potrebbe essere indossare una muta che possa proteggerti dalle temperature rigide dell’acqua, se non ti trovi a pagaiare sotto al sole dei Caraibi. Gli occhiali da sole sono un must, gli occhi vanno protetti sempre in qualunque condizione meteorologica.
  3. NON DIMENTICARE I DISPOSITIVI DI SICUREZZA
    Indossa il giubbotto salvagente, anche se sai nuotare. Potrebbe servirti anche un caschetto. Non scordare di portare con te un dispositivo di segnalazione, una torcia, un fischietto per chiedere aiuto e delle piccole cime che potrebbero tornarti utili in caso di bisogno. In acqua la prudenza non è mai troppa, perciò non strafare: non è proprio il caso, visto che oltretutto hai solo pochi giorni di vacanza, no? Ah, a proposito: se pensi di allontanarti molto, ricordati di consultare il bollettino meteo.
  4. COSPARGITI DI CREMA SOLARE
    La crema solare è fondamentale per evitare che raggi UV, riflessi dall’acqua, provochino pericolose scottature ed eritemi. Nel caso in cui ti dovessi scottare, ti consiglio di applicare un prodotto specifico post esposizione al sole che permetta agli strati superficiali della pelle di rigenerarsi, guarendo prima. L’accoppiata acido ialuronico 0,1% ed estratto secco di semi d’avena 5% è ideale per riparare le lesioni e al tempo stesso alleviare bruciore, prurito e arrossamenti.
  5. ALLENATI A ENTRARE NEL KAYAK
    Se sei neofita, la prima cosa da fare è imparare a entrare dentro l’imbarcazione (e quindi uscirvi). Servirà un po’ di allenamento: meglio farlo all’asciutto, in spiaggia. Guarda questo video, potrebbe essere illuminante. Il secondo ostacolo da superare è imparare a pagaiare nel modo corretto: schiena dritta, ginocchia leggermente piegate, piedi comodamente appoggiati sui piccoli poggiapiedi di cui sono dotate ormai quasi tutte le imbarcazioni, regolabili in funzione dell’altezza e della posizione ottimale. Anche i sedili solitamente sono regolabili.
  6. E ORA, PROVA A PAGAIARE
    Il kayak si differenzia dalla classica canoa canadese per via della pagaia a pala doppia, con la quale si pagaia su entrambi i lati dell’imbarcazione. Afferra la pagaia con entrambe le mani e tienila in posizione orizzontale sul bordo della cabina di guida. Comincia a immergere un lato della pagaia nell’acqua di fronte a te, con la parte ricurva verso il basso, mentre ruoti l’intera parte superiore del corpo a destra o a sinistra, estendi il braccio sullo stesso lato e premi con lo stesso piede contro il poggiapiedi. Procedi tirando la pagaia verso la poppa del kayak e facendola uscire dall’acqua. Non appena il lato della pagaia viene fuori dall’acqua, ripeti dall’altro lato. Il segreto è pagaiare con movimenti fluidi senza muovere le mani dalla loro posizione sulla pagaia.

Ok, come prima infarinatura credo possa bastare così. La prossima volta mi riprometto di approfondire le varie tecniche di pagaiata. Magari in Florida ci andremo insieme. Stay tuned!