Trekking nella giungla, 5 luoghi TOP

Per gli amanti delle vacanze fuori dagli schemi il trekking nella giungla può rivelarsi l’esperienza perfetta, a patto di prestare attenzione alla sicurezza.


A volte si sente proprio l’esigenza di staccare la spina dalla routine frenetica e di immergersi nei propri pensieri, a contatto con la natura. Se hai in programma una vacanza in luoghi lontani, avventurarti in una giungla affidandoti a una guida del luogo (e prestando attenzione a non stuzzicare i serpenti) potrebbe essere un’esperienza inebriante, rigenerante e formativa!

Fare trekking in una foresta significa infatti diventare tutt’uno con i suoi suoni, i suoi odori, i suoi colori. Tanto da abbattere i muri dello stress che la vita quotidiana ti ha eretto intorno, tornando con il cuore e la mente a un’epoca primordiale, in cui la natura domina con i suoi ritmi.

Ti piace l’idea? Ecco qualche luogo in giro per il mondo su cui il tuo Amico per la Pelle ti consiglia di puntare per fare trekking nella giungla. Ok, non saranno proprio dietro l’angolo ma… che male si fa a sognare un po’?

Foresta pluviale di Monteverde, Costa Rica

La foresta pluviale di Monteverde in Costa Rica è una riserva naturale che ospita una fauna ricchissima. Oltre 100 specie di mammiferi tra cui scimmie urlatrici, giaguari, ocelot, tapiri. E più di 400 uccelli tra cui spicca il Quetzal splendente, considerato sacro dalle civiltà precolombiane, le cui piume dai colori vivaci venivano usate dai Maya per confezionare diademi. Ricchissima anche la flora: l’umidità che sale dal terreno forma fitte nuvole che a loro volta si liberano sulla vegetazione. Un mondo magico e selvaggio per i trekker che amano immergersi in paesaggi inusuali.

Parco nazionale di Khao Sok, Thailandia

Si ritiene che il Khao Sok National Park della Thailandia, con i sui 160 milioni di anni, sia la foresta pluviale più antica del mondo. Il panorama è piuttosto vario e alterna boschi a prati verdi, in cui si snodano ruscelli e cascate. C’è anche un lago! Qui è  possibile navigare in kayak, fare safari con una jeep 4×4 o lasciarsi trasportare da un elefante. Il trekking è particolarmente apprezzato, perché permette di osservare da vicino piante particolari e rare, come la Rafflesia kerrii. Cos’è? Si tratta di uno dei fiori più grandi del mondo (un esemplare ha raggiunto i 112 cm di larghezza), ma va detto che è anche tra i più maleodoranti: caratteristica necessaria ad attirare gli insetti per l’impollinazione. Un’escursione in questo parco può essere abbinata perfettamente al mare della Thailandia, oltre alla visita di città e templi.

Daintree Rainforest, Australia

Se la destinazione delle tue vacanze è l’Australia, un luogo imperdibile per fare trekking nella giungla è sicuramente la Daintree Rainforest, nel Queensland. Anche in questo caso si tratta di una foresta pluviale che si estende dal livello del mare, con spiagge bianche o scogliere, per inerpicarsi poi su colline e montagne, tra gole, cascate e fiumi. Il trekking in questa giungla offre la possibilità di incontrare rettili di tutti i tipi, compresi i coccodrilli, marsupiali, meravigliose farfalle, pipistrelli e uccelli oltre ad una infinita varietà di piante. Non a caso questa foresta è considerata Patrimonio dell’Umanità e i suoi colori hanno ispirato la magia del mondo di Avatar, film scritto e diretto da James Cameron.

Parco Nazionale dei Vulcani, Ruanda

Il Vulcani National Park ospita cinque degli otto principali vulcani dei monti Virunga, dove vive il gorilla di montagna, una specie in grave pericolo di estinzione. Al mondo ne rimangono meno di 800 esemplari e la metà si trova in questa foresta: fare trekking qui significa poterli incontrare e osservare da vicino nel loro habitat… un’esperienza unica. Per tutelarli dal turismo di massa i governi di Ruanda, Uganda e Congo rilasciano solo pochi permessi al giorno, a pagamento. Ci sono anche altri primati da individuare camminando nella giungla, come la scimmia d’oro. Oppure è possibile imbattersi in elefanti, iene e numerosi altri animali della ricca fauna selvatica di questo Parco. Il periodo migliore va da giugno a settembre, vista la minore quantità di pioggia.

Giungla amazzonica, Bolivia

Quando si parla di luoghi per fare trekking nella giungla, non si può non prendere in considerazione la foresta amazzonica. È selvaggia e lussureggiante proprio come la si immagina, popolata da migliaia di specie di uccelli e pesci, mammiferi, rettili e anfibi… non tutti ancora classificati.  Per l’area boliviana il periodo migliore è quello della stagione secca, da novembre a maggio.

Consigli di viaggio

  • Prima di prenotare il tuo viaggio, informati bene su quale sia il periodo della stagione migliore per fare trekking nella giungla, in base alla destinazione prescelta: le piogge intense e incessanti potrebbero rovinare la tua avventura.
  • Verifica anticipatamente la necessità di procurarti permessi speciali.
  • Affidati sempre a guide specializzate, il fai-da-te in una foresta selvaggia è decisamente sconsigliato.
  • Una volta sul posto indossa un abbigliamento consono: scarpe comode, abiti leggeri – possibilmente a maniche lunghe per preservarsi dalle punture di insetti – e un k-way in caso di pioggia improvvisa. Indossa anche un costume, può capitare di fermarsi in prossimità di un laghetto o di una cascata e tuffarsi per refrigerarsi e goderne la bellezza (sempre che non ci siano in giro coccodrilli).
  • Porta con te uno zaino con tutto il necessario, ovvero del cibo per il pranzo, almeno una bottiglia d’acqua, repellente per insetti e un kit per il primo soccorso. E’ più che probabile procurarsi graffi, escoriazioni o ferite superficiali all’interno di una giungla, magari inciampando in una radice, incappando in un ramo basso o sfregando la pelle contro un arbusto spinoso. In commercio puoi trovare spray pronti all’uso con acido ialuronico, argento metallico e vitamina E, poco ingombranti anche per le attività outdoor, che favoriscono il processo di guarigione e prevengono le infezioni batteriche.
  • I serpenti velenosi? La guida dovrebbe avere con sé gli antidoti necessari! E ora, un po’ di sangue freddo e… via!