Sederino arrossato, cosa fare?

Se il tuo bambino ha il sederino arrossato, segui questi semplici consigli: tuo figlio e la sua pelle delicata ringrazieranno.


Per quanto una mamma possa essere attenta e premurosa come te, può comunque capitare che il sederino del bebè diventi rosso, specie entro i 2 anni di vita. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta della cosiddetta “dermatite da pannolino” che può avere origine da una semplice irritazione, da un’infezione oppure da un’allergia.

Come Amico per la Pelle, oggi sono qui per rassicurarti e offrirti qualche consiglio per la prevenzione e la cura del sederino arrossato del tuo bambino.

Dermatite da pannolino: le cause

Tra le cause più frequenti di arrossamento del sederino e dell’area genitale c’è sicuramente il continuo sfregamento del pannolino (troppo stretto o troppo allentato), lasciato indosso più del dovuto, specie se pieno di pipì o sporco di pupù. L’urina inoltre è piuttosto acida e dunque altera il pH naturale della pelle del bambino, già così delicata!

L’irritazione si può presentare estesa oppure localizzata in alcuni punti: la pelle è rossa, leggermente gonfia e calda. Non solo. Così come non lascia uscire i bisognini, il pannolino non favorisce neppure una grande circolazione d’aria con la conseguente creazione di un ambiente caldo-umido, perfetto per il proliferare di batteri e funghi. In questo caso si parla di infezione e occorre prestare una maggiore attenzione alla cura. E’ il caso della comune infezione da Candida (il pediatra potrebbe parlarti di candidiasi), tipica dell’area del pannolino e caratterizzata da piccole pustole e chiazze eritematose.

Il bambino può essere inoltre allergico, o particolarmente sensibile, ad alcune sostanze impiegate nei detergenti o che costituiscono gli strati dei pannolini a contatto con la pelle. Il sederino rosso può dipendere anche da questo.

Ma quando si parla di dermatite da pannolino e allergia occorre fare riferimento anche all’alimentazione, specie nel periodo dello svezzamento. Nuovi cibi possono aumentare la frequenza della pupù o renderla diarroica (e spesso più acida), situazioni che possono arrossare il sederino o peggiorare il problema.

Cosa fare e non fare se il bimbo ha il sederino arrossato?

  • La cosa migliore da fare per prevenire il problema, ma anche per curare il sederino arrossato del bimbo, è cercare di mantenere l’area più asciutta e pulita possibile. Per quanto il pannolino che usi sia costoso e di qualità, c’è un limite alla quantità di pipì che può contenere, oltre la quale può lasciare umida la pelle. Controlla spesso la situazione e cambia il pannolino non appena si sporca o si bagna, lavandoti bene le mani prima e dopo ogni operazione.
  • Lava il sederino ad ogni cambio, evitando di usare detergenti aggressivi. L’acqua tiepida può bastare e, se proprio devi, usa un prodotto specifico adatto alla sua cute delicata.
  • Attenzione alle salviettine detergenti, preziosissime in quanto a comodità, ma che possono contenere profumi e sostanze irritanti per la pelle dei piccini.
  • Dopo il lavaggio asciuga bene la parte, ma con delicatezza.
  • Applica un prodotto specifico per gli arrossamenti da pannolino. Punta su una formulazione dalla tripla azione, capace cioè di creare una barriera protettiva e non occlusiva sulla pelle, ridurre il prurito e le irritazioni, ripristinare la barriera cutanea favorendo una più rapida guarigione e idratando a fondo la cute. I principi attivi utili in tal senso sono l’ossido di zinco, l’acido ialuronico, il pantenolo e i semi di avena.
  • Se usi pannolini lavabili e vedi che l’arrossamento è ricorrente, prova a cambiare detergente o ammorbidente per la lavatrice.
  • Non stringere troppo il pannolino: l’aria deve circolare al suo interno.
  • Quando possibile, lascia il bimbo senza pannolino.
  • Non pensare che un semplice arrossamento passi da solo: se trascurato può peggiorare, soprattutto in presenza di un’infezione come la candida.
  • Se la situazione non migliora nell’arco di 2 o 3 giorni, nonostante questi accorgimenti, rivolgiti al pediatra.